Omicidio di Maria Goretti da parte di Alessandro Serenelli, Cisterna di Roma, 1902
Descrizione
Il 5 luglio 1902, il ventenne Alessandro Serenelli tentò di stuprare la dodicenne Maria Goretti nella cucina della casa colonica di Ferriere di Conca, una frazione paludosa dell’attuale Comune di Latina, in cui coabitavano le rispettive famiglie. L’adolescente rifiutò di sottostare alla violenza, mandando su tutte le furie l’aggressore che le inferse quattordici colpi di punteruolo. Il fatto attirò l’attenzione di alcune donne del vicinato, che chiamarono le forze pubbliche. I carabinieri condussero i due giovani nella vicina Nettuno, il feritore nella locale caserma e la vittima all’ospedale degli Orsenigo. Le cure furono insufficienti a salvare la vita della Goretti; le ferite riportate le produssero una peritonite antisettica, che la uccise l’indomani. Il crimine si sarebbe radicato nell’immaginario collettivo non solo attraverso i resoconti giornalistici, ma soprattutto in virtù dell’intervento dei movimenti cattolici e della Chiesa, generando un culto inizialmente locale che assunse rilievo di massa fra il primo e il secondo dopoguerra; la Goretti, beatificata nel 1947 e santificata nel 1950, divenne il modello della giovane virtuosa capace di difendere consapevolmente, sino alle estreme conseguenze, la propria purezza dalle tentazioni della società moderna