Il 5 ottobre 1960, poco dopo le 13, il carpentiere Gennaro Rocco Dionigi, di 28 anni, originario di Gioiosa Jonica, uccide a colpi di pistola Gaetano Porcu, trentenne proveniente da Ghilarza, in Sardegna, che abita con la famiglia del fratello nell’appartamento sottostante a quello di Dionigi e di proprietà di quest’ultimo a Serra Riccò e ferisce ad una gamba la moglie Vincenzina Panetta, di 24 anni, originaria di Grotteria. Il fatto avviene nei pressi della camionale di Serravalle, a duecento metri dall’abitazione della famiglia Dionigi e la versione data dai due coniugi è che Vincenzina Panetta, che si stava recando a trovare un’amica, fosse stata fermata e aggredita da Porcu e che il marito fosse accorso sul luogo, avvertendo d’istinto che la donna potesse essere in pericolo. In realtà gli inquirenti sospettano che Porcu e Panetta avessero una relazione e che Dionigi li avesse sorpresi, usando l’arma, una rivoltella calibro 6,25, per vendetta. Risulta sospetto l’intervento “per istinto” di Dionigi e il fatto che la donna, malgrado sostenesse di aver dovuto lottare con il suo aggressore per quaranta minuti, non riportasse nessun segno di colluttazione, né un graffio, né gli abiti sporchi o lacerati. Sul luogo del delitto, allertati da due automobilisti, accorrono il capocantoniere Giuseppe Cenderello, i carabinieri di Pontedecimo, con a capo il maresciallo Alberto, la pubblica assistenza di Bolzaneto; seguono le indagini il dottor Maggio della questura, i carabinieri da Sampierdarena, con il capitano D’Ettore e il maresciallo Bertini. Sostituto procuratore è i dottor Lanzi.