Il 15 marzo 1956, ad Aosta, Livia Perseghin provoca la morte del figlio appena nato, con l’aiuto di sua madre Carlina Birro. Le due donne sono accusate di «avere, in concorso tra loro, cagionato la morte di un neonato immediatamente dopo il parto, per salvare l’onore della prima, nubile» e di avere «nelle medesime circostanze di tempo e di luogo, sottratto il cadavere del neonato».