Stella Sullini è una profuga proveniente da Zagabria. Arrivata a Torino nel 1951 conosce il conterraneo Giovanni Lisic, originario di Zara e titolare di un bar in via XX Settembre e intraprende con lui una relazione malgrado l’uomo sia sposato. Gli presta anche, a suo dire, 700.000 lire. Il rapporto tra i due però si deteriora quando Sullini scopre che Lisic ha anche altre amanti e inizia a covare sentimenti di odio e di vendetta. Nel novembre del 1953 compra un’arma, una beretta calibro 6,35, e il 29 dicembre torna nuovamente nel bar di via XX Settembre, aspetta seduta per tre ore ad un tavolino e quando il bar si è svuotato segue l’uomo che sta portando delle bottiglie in cantina e gli spara. Poi, risalita nel bar, rivolge la pistola contro la figlia di Lisic, Carmen, e sta per colpire anche la cognata, Maria Patrito in Felice, quando viene disarmata da un giovane barista, Gino Vezza. Giovanni Lisic morirà il 31 dicembre, la figlia Carmen l’8 gennaio. Sullini verrà condannata a 30 anni in primo grado, sentenza ridotta in appello e poi confermata in Cassazione.