Il processo si apre alla Corte d'assise di Torino il 21 febbraio 1905.
Presidente: Dusio; pubblico ministero: Colli; parte civile (Maria e Ninetto Bonmartini): Alessandro Stoppato, Carlo Nasi, Carlo Municchi, Paolo Callegari e Scipio Sighele; difensore di Tullio Murri; Enrico Ferri (direttore dell'"Avanti!", Romualdo Palberti, Carlo Altobelli, Teobaldo Calissano; difesa di Naldi: Carlo Felice Roggeri, Gino Mazzera, Vincenzo Morello; difesa di LInda Murri: Giuseppe Gottardi, Agostino Berenini, Enrico Cavaglià, Arturo Vecchini.
L'11 agosto 1905 il dibattimento finisce. Tullio Murri è colpevole di omicidio premeditato e di furto, condannato a 30 anni di reclusione, più dieci di sorveglianza speciale e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici; trent'anni sono dati anche a Pio Naldi, complice necessario dell'omicidio premeditato. A dieci anni ciascuno, come complici non necessari all'omicidio premeditato, vendono condannati i presunti mandanti: Carlo Secchi e Linda Murri (la quale è privata della patria potestà). Sette anni e mezzi a Rosina Bonetti, riconosciuta seminferma di mente.
Nell'aprile 1906 la Cassazione omologa la sentenza e le pene.