L’8 agosto 1929 in una stanza nel quartiere Montecalvario di Napoli Giuseppe Lo Faro, un catanese di 46 anni, uccide la sua amante, la ventiseienne Maria Flores, che aveva raggiunto a Napoli pochi giorni prima, dopo essere uscito dal carcere di Acireale. Il movente è la gelosia: Lo Faro scopre che la donna, che vive di stenti ed è dedita all’esercizio della prostituzione, sta intrattenendo un’altra relazione che non vuole interrompere con un uomo che la aiuta economicamente e, in preda all’ira, la colpisce con 8 colpi di coltello, ferendola a morte. Viene condannato al massimo della pena: 21 anni di reclusione e a 3 di libertà vigilata dopo la scarcerazione.