Un articolo di Giorgio Bocca fa riferimento all’uso delle fotografie del cadavere di Cavallero da parte degli avvocati di parte civile durante il processo di primo grado. Leggiamo: «Poi vediamo l'avvocato [Salza] togliere dal fascicolo due grandi fotografie, la folla intravede, per un attimo, il corpo nudo di Angela piagato dai ventun colpi. Salza getta le fotografie sul tavolo dei giurati. “Guardatele, queste fotografie, immaginate che lo scempio sia stato compiuto su uno di casa vostra e poi ditemi come giudichereste”». (Bocca, «Gazzetta del Popolo», 8/3/55)