Tra la fine di settembre e i primi di ottobre del 1925 Francesco Cattaneo uccide la moglie Erina Barbero, una prostituta soprannominata la Bela Renin, con cui abitava in una camera dell’albergo e punto di ritrovo Gran Cairo in via Santa Teresa. La donna era a conoscenza di un precedente omicidio di Cattaneo, quello di uno spacciatore austriaco, Leopold Fleischmann, e periodicamente minacciava di rivelare il delitto. Da qui la decisione di Cattaneo, che sembra aver agito con alcuni complici, Ludovico Bertini, Gennaro Rubino e Mario Giuseppe Rosso. Il corpo viene fatto a pezzi e lasciato in tre involti in diverse parti della città. «Il processo richiamò la folla delle grandi occasioni. I gendarmi dovettero bloccare le vie del centro storico per regolare l’afflusso dei curiosi. La Curia Maxima torinese si trasformò in un palcoscenico a cui tutti avrebbero voluto accedere… Cattaneo venne condannato a trent’anni. Per complicità, Bertini ebbe una pena mite, appena cinque anni».(Rossotti, 2008, p. 59).