Il 30 novembre 1946, in via San Gregorio 40 a Milano, vengono trovati da Pina Somaschini, commessa nel negozio del commerciante Giuseppe Ricciardi, i cadaveri della moglie di quest'ultimo, Franca Pappalardo (40 anni), e dei suoi tre bambini (Giovanni, "Giovannino", di 7 anni, Giuseppina di 5 e Antonio, "Antoniuccio", di appena dieci mesi), uccisi a colpi di spranga la sera precedente. La scena del crimine lascia pensare a una rapina. I cronisti arrivano prima della polizia. «Sul posto sono accorsi il vicequestore dott. Cassarà, il comandante la Squadra mobile, dott. Greco, e il vice-comandante dottor Zamparetti, funzionari e agenti del Commissariato Venezia che hanno iniziato le prime indagini» (Corriere d'informazione, 30-11/1-12 1946, ed. pom.). Le indagini sono poi affidate al commissario Nardone.
Il 2 dicembre Caterina Fort, già amante di Giuseppe Ricciardi, è arrestata con l'accusa di omicidio e infanticidio e poi rinchiusa nel carcere di San Vittore. I giornali dell'epoca la chiamano "la belva di via San Gregorio". Il 14 dicembre si hanno i funerali delle vittime con una grande partecipazione di pubblico.
Dopo l'arresto, nel corso di un lungo interrogatorio, Caterina Fort aveva reso una lunga e dettagliata confessione, che in seguito però ritratta. Dopo la prima confessione, nei successivi interrogatori, la Fort indica il signor Ricciardi come mandante e un tale Carmelo (poi identificato come Carmelo Zappulla) quale esecutore materiale della strage, riservando a se stessa il mero ruolo di accompagnatrice di Carmelo per farsi aprire la porta dalla Papparlardo.
Il primo processo contro la Fort si tiene alla Corte d'assise di Milano tra il 10 e il 20 gennaio 1950, assieme a lei sono indagati anche Carmelo Zappulla e Giuseppe Ricciardi: il verdetto è una condanna all'ergastolo per la Fort, mentre Zappulla e Ricciardi sono prosciolti da ogni accusa. La sentenza viene confermata nel 1952 dalla Corte d'assise di Bologna e il 25 novembre 1953 dalla Cassazione.
Il 12 febbraio 1975 la Fort ottiene la grazia per buona condotta dal Presidente della Repubblica. Muore d'infarto nel 1988 a Firenze.