Processo Leonarda Cianciulli per omicidio aggravato
Descrizione
Il processo si apre il 12 giugno 1946 alla Corte d'Assise di Reggio Emilia contro Leonarda Cianciulli e Giuseppe Pansardi. A rappresentare le partici civili sono gli avvocati Bartolo Bottazzi e Giannino Degani (rispettivamente per Soavi e Setti), Alberto Farioli e Piero Fornaciari (per Cacioppo), mentre a Raul Comini e Sandro Cucchi spetta la difesa di Giuseppe Pansardi e a Giulio Fornaciari e Mevio Magnarini quella di Leonarda Cianciulli. Giulio Laurens veste i panni della pubblica accusa, mentre a presiedere la corte è prima Umile Savaglio e poi, per indisposizione di questo, il giudice Di Socio. Il capo d'accusa è di omicidio e triplice distruzione di cadavere, rapina, calunnia e furto aggravato.
La sentenza è del 20 luglio: la Cianciulli, riconosciuta seminferma di mente, è condannata a trent'anni di reclusione e all'internamento in una casa di cura per un periodo non inferiore a tre anni, il figlio Giuseppe Pansardi è assolto per insufficienza di prove.
Nel maggio 1948 la Corte di cassazione conferma la pena inflitta alla Cianciulli e assolve il Pansardi con formula piena per non aver commesso il fatto.
«Non ancora spento l'eco del processo Pétiot ecco un altro atroce ritratto altrettanto impressionante, da aggiungere alla galleria dei grandi criminali: il ritratto di Leonarda Cianciulli che entrerà nella storia della criminologia e in quella della patologia mentale come il "processo della saponificatrice"» (DdC-1946-06-30-p3-Cianciulli.jpeg)