Omicidio di Ernestina Beccaro da parte di Alberto Olivo, Milano, 1903
Descrizione
Il 16 maggio 1903, Alberto Olivo uccise la moglie Ernestina Beccaro nella loro abitazione milanese sita al civico 25 di via Macello, l'attuale via Modestino. L'uxoricidio fu una conseguenza dell'ennesima lite fra i coniugi, che intrattenevano un rapporto estremamente conflittuale. Il nodo originario del contendere in quella circostanza fu il desiderio della Beccaro, analfabeta, di imparare a leggere e scrivere da una maestra; il marito non volle sostenerlo, proponendosi di svolgere lui stesso le funzioni di insegnante. Il dissenso fra i due degenerò in un lungo, furioso alterco, che Olivo risolse pugnalando la moglie in risposta a un'offesa di quest'ultima alla madre defunta. Nei giorni seguenti, l'uomo si attenne alla propria routine quotidiana, e decise di sbarazzarsi del cadavere solo quando comprese le conseguenze penali del suo atto. Dopo averne gettato le interiora, lo sezionò e lo rinchiuse in una valigia con della naftalina. Recatosi in treno a Genova, il 23 maggio, si fece condurre da un barcaiolo nel mare del porto dove scaricò la valigia